Un libro per amico - "Hotel on the Corner of Bitter and Sweet" di Jamie Ford

Aggiornato il: 13 dic 2019

Il gusto proibito dello zenzero, titolo originale Hotel on the Corner of Bitter and Sweet, non e’ frutto di una mia idea: mi e’ stato caldamente ed entusisticamente suggerito dalla nostra NY Italian woman Marti Spritz, che legge regolarmente le mie recensioni. Come deluderla? Dopo avere ricevuto il benemerito della nostra capitana, eccoci al nostro primo autore maschile e non italiano, Jamie Ford. Entrambe le versioni, in inglese ed in italiano, sono entrambe disponibili su Amazon.

IL romanzo e’ ambientato a Seattle, nel Pacific North West. L'hotel nel titolo del romanzo non è solo "all'angolo di amaro e dolce"; è anche sul confine tra i quartieri prevalentemente cinesi e giapponesi a Seattle. Per gli estranei, le demarcazioni tra "Chinatown" e "Japantown" potrebbero non essere facilmente evidenti. Ma per quelli che vissero lì durante la seconda guerra mondiale, avrebbero potuto benissimo essere due paesi completamente diversi.

Henry Lee, il protagonista, è tornato a quei tempi con una sola immagine evocativa, poiché nel 1986 si trova fuori dal vecchio Panama Hotel, in fase di ristrutturazione. Mentre gli operai portano fuori dal seminterrato bauli, scatole e armamentario di vapore, Henry intravede un ombrellino di bambù giapponese, la cui vista lo riporta al 1942.

Nel 1942 il protagonista aveva solo 12 anni, spesso confuso dagli sconcertanti cambiamenti in tutto il mondo, nel paese e persino nel suo stesso quartiere. Figlio di immigrati cinesi di lingua cantonese, Henry ha ricevuto una prestigiosa borsa di studio in una scuola privata, dove è l'unico studente non bianco. Cioè, fino a quando Keiko Okabe, una giovane e bella ragazza giapponese-americana, si unisce alla sua classe.

I due formano un'amicizia veloce, un forte legame sancito dalle ore di studio condiviso nella caffetteria della scuola e un amore per la musica e l'avventura. Henry sa che suo padre, un testardo e ottuso nazionalista cinese, sarebbe scioccato e inorridito se sapesse della sua amicizia con una ragazza di origine giapponese. Si rende anche conto che Keiko e altri giapponesi americani sono gli obiettivi dell'odio razziale in queste intense settimane e mesi dopo il bombardamento di Pearl Harbor. Ma quando la famiglia di Keiko, insieme a tutte le altre famiglie di discendenza giapponese sulla costa occidentale, vengono ordinate in campi di internamento, Henry deve decidere autonomamente da che parte stare e in che cosa credere.

In brevi, divorabili capitoli, i lettori viaggiano avanti e indietro nel tempo, tra il passato giovanile di Henry, quando ha trovato sia l'amore che l'indipendenza, e il suo presente di uomo di mezza età, in preda ai ricordi, alla nostalgia e al rammarico per tutto quello che non e’ stato. Ford descrive ed indaga abilmente le complesse relazioni tra giapponesi, cinesi, bianchi e neri durante il buio e intenso periodo di questa parte della storia Americana, poco dopo che gli Stati Uniti entrarono nella seconda guerra mondiale. Leggendo il romanzo, mi sono ritrovata a pensare a quanto ancora non sapessi di quegli anni, e di quanto la storia, specialmente quella piu drammatica, abbia l’abitudine amara di ripetersi.

Grazie dunque carissima Marti, ho letto tutto d’urgenza, mi sono appassionata. Spero che tutte voi che mi leggete possiate condividere la mia stessa esperienza.