Un libro per amico - "La corsara: ritratto di Natalia Ginzburg", di Sandra Petrignani

Aggiornato il: 13 dic 2019

Mi hanno fortemente ispirato le parole vere e profonde di Roberto Saviano: “Le donne leggono per difendersi.”. Un pensiero cosi ovvio e cosi monumentale, una frase che non riesco a togliermi dalla mente; alla lettura come un’arma di difesa non avevo mai pensato, eppure queste parole posseggono una loro immediata accuratezza. Per una serie di nessi, collegamenti tutti miei, la frase di Saviano mi ha ricordato il titolo del celebre saggio della filosofa vicentina Luisa Muraro, “L’ordine simbolico della madre.” Per farla breve, la Muraro identifica il legame tra madre e figlia come ontologico, fondamentale per lo sviluppo di cultura e politica e chiave per raggiungere una vera emancipazione culturale e politica. Mi spiego meglio: la madre non viene intesa come madre biologica ma simbolica. La madre simbolica, ci insegna a parlare e molte altre cose che appartengono ai fondamenti della civilta umana. Con questi insegnamenti ci e’ trasmesso l’ordine simbolico della madre, attraverso le parole, la scrittura e l’esperienza di generazioni di donne che sono venute prima di noi, protagoniste della storia letteraria e non, in questo caso italiana. E cosi, allacciamento dopo allacciamento, ascoltando la mia voce interiore che mi spinge alla riconoscenza e gratitudine verso questo nostro gruppo di donne, ho scelto per tutte noi come lettura ottobrina il saggio avvincente “La Corsara – Ritratto di Natalia Ginzburg” scritto da Sandra Petrignani, e finalista al Premio Strega 2018.

Sia Ginzburg che Petrignani non hanno bisogno di introduzione: la prima grande narratrice, saggista, commediografa e infine parlamentare; la seconda prolifica giornalista ed autrice di saggi letterari e politico/culturali. Petrignani ci narra con sentimento, passione e abbondanza di particolari la vita un poco romanzesca e teatrale, sempre appassionante, di una donna che operava “…unica in un universo maschile a condividere un potere editoriale e culturale che in Italia escludeva completamente la parte femminile.” Non solo: Ginzburg e’ una donna tutta umana, in cui ci riconosciamo, vulnerabile, che si innamora di uomini difficili, volubili, ma a loro modo geniali: il primo marito Leone Ginzburg ed il secondo marito, “…l’affascinante, spiritoso anglista megalomane…” Gabriele Baldini.

Per me, che sono un’accademica che si dedica allo studio di cultura, storia e letteratura da piu di trent’anni, Natalia Ginzburg rappresenta una madre simbolica che con le sue parole mi ha insegnato a difendermi attraverso l’esercizio costante della lettura. Visti i tempi che corrono, abbiamo necessita di madri simboliche, non credete??

Concludo con le parole visionarie della stessa Ginzburg:

“Siccome il mondo e’ impazzito, e lo sappiamo da molti segni, i doni di fama, e fortuna che esso usa prodigare sono, per l’appunto, frutto del caso. Inutile cercare di giudicarli, inutile cercare di indagarne le ragioni e le strade, inutile forse anche stupirsene, lo sforzo di ognuno deve essere quello di giudicare ciascuna cosa, opera o persona, isolandola dal giudizio degli altri.”