ROSSANA ROSSANDA: riflessioni sulla storia del cinema.

Il film del secolo: la storia del cinema di Rossana Rossanda

di Andrea Chimento28 febbraio 2014

Sole 24Ore


«Nessun'arte passa la nostra coscienza come il cinema, che va diretto alle nostre sensazioni, fino nel profondo, nelle stanze scure dell'anima»: così Ingmar Bergman descriveva la settima arte, come una sorta di germe che s'instilla dentro di noi, nelle stanze di quei ricordi che non potranno mai venir dimenticati.

Una memoria che è spesso collettiva, pronta a rafforzarsi nel dialogo con altri che l'hanno vissuta. Ne è lucida dimostrazione l'emozionante e coinvolgente libro «Il film del secolo», edito da Bompiani: una conversazione a tre voci tra Rossana Rossanda, Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri che hanno condiviso per lunghi anni le pagine de Il Manifesto. I due critici interrogano, dialogano, arrivano quasi a litigare con l'ex dirigente del Pci e co-fondatrice dello storico quotidiano, intrecciando la storia del grande schermo con la realtà, la politica e gli eventi più rilevanti del secolo scorso.

Il novecento, più volte definito come "il secolo del cinema", viene così raccontato grazie ai film, ai generi, alle correnti d'avanguardia e ai movimenti estetici che l'hanno attraversato.

In mezzo a tante tematiche di primaria importanza, colpisce lo spazio dato al gusto individuale, alla propria soggettività, ai propri ricordi, a partire dai primi film visti da bambini e che sono rimasti nella memoria di ognuno dei tre protagonisti: dall'odio per Shirley Temple, ricorda Rossana Rossanda, alla passione nata durante la seconda guerra mondiale per le pellicole dell'espressionismo tedesco, da «Il gabinetto del dottor. Caligari» di Robert Wiene a «Nosferatu, il vampiro» di Friedrich Wilhelm Murnau.

Il risultato è un affascinante incontro/scontro tra diversi sguardi, «convergenti e divergenti» scrive Mariuccia Ciotta, a cui ogni cinefilo vorrebbe partecipare.

Il lettore appassionato non può che rimanerne pienamente coinvolto, rimembrando le sue passioni cinematografiche e provando a rispondere lui stesso alle tante questioni messe in campo.

In chiusura del libro, alcuni articoli scritti da Rossana Rossanda dal 1973 al 1990: il primo di questi su «Sussurri e grida», diretto proprio da quell'Ingmar Bergman più volte citato nel corso del volume.

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